Nonostante la vicinanza con Siracusa il mare della Penisola Maddalena offre ancora all’appassionato e allo studioso numerose sorprese biologiche e fondali stupendi.
Da capo Castelluccio a Punta Tavernara, il fondale si mantiene basso ed uniforme per diverse centinaia di metri, poi scende improvvisamente a quote più elevate. Da Punta Tavernara a Capo Murro di Porco, invece, già sottocosta si incontrano fondali di oltre 30-40 metri.
cassiopeaDove esiste il cambio improvviso di pendenza, ci sono molte grotte sommerse ricche di vita bentonica e nectonica con coralli solitari, spugne, briozoi, cicale di mare, nudibranchi e moltissime specie di pesci. Nei fondali più bassi è possibile incontrare vaste praterie di Posidonia con giganteschi esemplari di Pinna nobilis, la conchiglia più grande del Mediterraneo. Ancora più su dominano, soprattutto vicino la costa, i coralli coloniali come l’Astroides calycularis dal colore rosso intenso che ci ricordano come il nostro Ionio sia un mare con spiccate caratteristiche tropicali. Lungo la battigia è facile imbattersi in interessantissime biocostruzioni (Trottoir) simili a barriere coralline in miniatura. Le ultime cernie sopravvissute all’intensa caccia hanno ormai abbandonato i bassi fondali e si sono rifugiate a profondità più elevate.
Capo Murro di Porco per le sue Caratteristiche geografiche e per la particolarità dei suoi fondali è un luogo eccezionale per l’osservazione dei grandi pesci pelagici come tonni, ricciole, squali e dei mammiferi marini come delfini, balene e capodogli. A tal proposito ricordiamo che nel giugno del 2004 sono stati avvistati in quest’area sei esemplari di balenottera comune e Megattere.
La fascia bentonica, antistante la summenzionata area marina, risulta ricca di numerosissime biodiversità esistenti nel mediterraneo, grazie a non indifferenti fattori naturali di varia origine, come la natura geomorfologica dei fondali che hanno favorito l’insediamento di numerosi molluschi bivalvi, indispensabili nella catena alimentare sottomarina, oltre all’apporto nutrizionale biologico derivante dalla confluenza di alcuni fiumi e torrenti che riversano le loro ricche acque nell’area in questione. Tutto ciò ha permesso lo sviluppo di numerosissime specie di fauna mediterranea quali: Sparidi, Labridi, Serranidi, Blennidi ecc. Abbondano, inoltre, gli invertebrati quali: Acrani, Tunicati, Echinodermi, Cefalopodi, Nudibranchi, Briozoi, oltre a diverse specie di alghe e fanerogame marine, fra cui la Posidonia Oceanica.

L’ubicazione geografica e la particolare morfologia della zona costiera e dei suoi fondali marini, rendono unica, sotto altri e numerosi aspetti, il Capo in questione; infatti, è possibile riscontrare grotte emerse e sommerse, cavità, sifoni e, a distanza di circa 300 metri dalla costa, il fondale degrada velocemente in profondità.

Ma la varietà e la ricchezza della fauna marina di Capo Murro di Porco, non è l’unica ragione per cui esiste la fruizione regolamentata; è noto, infatti, che i fondali dell’area marina interessata sono ricchissimi di importanti e numerosi reperti archeologici di varie epoche e civiltà. Si evince, dalla storia, che Siracusa era un’importante meta di scambi commerciali del mediterraneo, il suo porto era tappa d’obbligo, nelle rotte navali delle antichità e, di conseguenza, i naufragi erano numerosi. In quest’area sono stati recuperati, nel corso degli anni, numerosi reperti custoditi nel museo Paolo Orsi di Siracusa.

 

Data ultima modifica: 20/07/2016
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