Le Tre Ancore

Grado di difficoltà
(Basso, Medio, Elevato)
Medio/Basso per entrambi gli itinerari
Medio (con presenza di corrente)
Profondità massima23 metri (percorso verde)
36 metri (percorso rosso)
Visibilità
(Bassa, Media, Alta)
Alta
Interesse
(Medio, Alto, Da non perdere)
Alto/ Da non perdere
Zona dell’Area MarinaA

è una immersione in parete adatta a tutti i subacquei, in quanto non presenta particolari difficoltà. Tuttavia è opportuno verificare l’eventuale presenza di corrente e controllare durante l’immersione la profondità massima pianificata perchè dalla parete il fondo degrada fino a 52 metri.

Scendendo lungo la cima del gavitello ci troviamo su un gradone che dai 12-14 metri scende fino a 29-30 metri.

Con la parete alla nostra sinistra, ci avviciniamo a tre maestosi  massi i cui anfratti offrono riparo a cernie, gamberi parapandalo e a variopinte incrostazioni.

Pochi metri dopo troviamo 3 ancore tipo ammiragliato insolitamente sovrapposte l’una sull’altra.

Uscendo pochi metri in perpendicolare dalla parete arriviamo un secondo gradone roccioso che dai 32-33 metri scende a 48-52 metri. Proprio in quel punto dall’alto si scorge una protuberanza che offre riparo ad aragoste, ricci saetta e diadema e a  maestose trine di mare.

Continuando ad avere il costone meno profondo alla nostra sinistra, incontriamo sulla parate tre lunghe fessure verticali, la prima offre riparo a saraghi, la terza a gamberi parapandalo.

Passato un tettuccio di roccia molto colorato, incontriamo una franata di piccoli massi, frequentata spesso da saraghi e corvine, e giungiamo ad una lingua di roccia che cade oltre i 30 metri.

Questo muro naturale potrebbe costituire il punto di ritorno verso il nostro gavitello che potremmo raggiungere nuotando lungo il bordo del gradone tra i 9-12 godendoci una “svolazzata” tra saraghi e dotti. Per giungere, infine, sul pianoro che va dai 9 ai 6 metri e che è delimitato dalla falesia. Qui possiamo  incontriamo pesci pappagallo, salpe, occhiate,polpi e murene.

Qualora decidessimo di continuare l’immersione, superata la lingua di roccia troviamo sulla sinistra in un canyon che perpendicolare alla falesia della costa risale fino a pochi metri. Seguendo questo imbuto naturale giungiamo sotto Capo Murro di Porco in cui si aprono a pochi metri di profondità,a destra, una fessura obliqua tana di grossi saraghi e, a sinistra, un’ampia profonda grotta che entra per decine di metri nella roccia. Possiamo entrare senza rischi in quanto la grotta è di grandi dimensioni, senza biforcazioni e con il fondo roccioso. Inoltre le nostre bolle non possono arrecare alcun danno in quanto le volta della grotta è quasi in superficie e risente ,quindi, del moto ondoso.

Usciti dalla grotta sfruttiamo i minuti della sosta di sicurezza per osservare la variopinta parete alla nostra sinistra costituisce l’estrema punta di Capo Murro di Porco.

Data ultima modifica: 23/07/2015
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