la geomorfologia

Falesia – grotta della “Pillirina” versante Nord

Falesia – grotta della “Pillirina” versante Nord

La composizione delle rocce della penisola è essenzialmente calcarea e presenta a livello geomorfologico una notevole varietà di ambienti, dovuti in gran parte ai movimenti tettonici e ai processi di erosione marina.

La linea di costa scende a picco sul mare, per gran parte dell’estensione della penisola.

Piccole linee di spiaggia, falesie, grotte di abrasione, insenature frastagliate, archi sottomarini, crepe, anfratti, canyon contribuiscono a rendere il paesaggio – sia quello subaereo che, a maggior ragione,  quello sottomarino – quanto mai ricco  e diversificato, offrendo una notevole varietà di habitat per gli organismi che popolano le acque antistanti.

La notevole diversità di habitat che caratterizza l’area in questione crea a sua volta le premesse per l’insediamento di un ricco patrimonio biologico, oggi tutelato attraverso l’istituzione dell’AMP.

Geyser (Soffione) a Capo Murro di Porco

Geyser (Soffione) a Capo Murro di Porco

La “Penisola Maddalena” è il risultato dell’attività tettonica dell’area a causa della quale si è isolato e sollevato un blocco che ha un andamento NW-SE.

Questo elemento tettonico è riconosciuto in letteratura come “horst”. Si tratta di un piccolo altopiano che dalla quota massima di 54 m degrada verso mare sia ad oriente che ad occidente ora in maniera blanda attraverso dei terrazzi marini di età Plio-Pleistocenica, ora attraverso scarpate marine della stessa età dovute a fenomeni eustatici o di bradisismo del mare. Si deve proprio a quest’ultimo lo sprofondamento del fondale marino da zero a centinaia di metri in un breve tratto di mare antistante la costa. L’intensa attività tettonica, inoltre, ha prodotto notevoli fenditure particolarmente in prossimità di Capo Murro di Porco, dove il frangersi delle onde per effetto idropneumatico determina a terra spettacolari spruzzi d’acqua simili ai “geyser”. I fondali dell’area in esame presentano una conformazione a gradini che, nel versante sud e sud-ovest, degradano piuttosto lentamente raggiungendo una profondità di circa 30 m a notevole distanza dalla linea di costa; mentre nel versante est il declivio è molto accentuato e si raggiungono profondità di 40-50 metri a poche decine di metri dalla costa.

Il versante nord-ovest invece, è caratterizzato da fondali sabbiosi che degradano dolcemente verso il Porto Grande di Siracusa.

Le caratteristiche geomorfologiche che la fascia costiera emersa e sommersa dell’area di Capo Murro di Porco presenta:

 

PROFILO GEOLOGICO
Calcareniti e sabbie Si tratta di una successioni caratterizzata da frequenti eteropie di facies, e cioè da passaggi latero-verticali da livelli calcarenitici duri e compatti a livelli e lenti sabbiose ed a lenti e sacche conglomeratiche. L’età è riferibile al Pleistocene medio-superiore.
Argille ed Argille sabbiose Affiorano lungo la fascia costiera, sottostanti e in discordanza alle calcareniti e sabbie, di colore giallastro se degradate e grigio-azzurro nelle superfici fresche. L’età è riferibile al Pleistocene medio.
Marne bianche Si tratta di marne e marne calcaree bianche, a frattura concoide, stratificate oppure massive e fessurate. Riferibili alla Formazione dei Trubi, sono di età infrapliocenica.
Cacareniti e marne calcaree Si tratta di una successione carbonatica costituita da calcareniti friabili, bianco giallastre, in banchi di 2-3 m di spessore, passate superiormente a calcareniti tenere laminate, a marne calcaree ed a calcareniti oolitiche  a stratificazione incrociata. Riferibili alla formazione di Monte Carruba, sono di età supramiocenica.
Calcareniti ad alghe e briozoi Si tratta di una successione di calcareniti a briozoi e di biolititi algali in banchi di 4-5 m di spessore, friabili oppure dure e compatte. Riferibili alla Formazione dei Monti Climiti – Membro dei Calcari di Siracusa, sono di età miocenica.

 

PROFILO STRUTTURALE
I lineamenti principali sono dati da sistemi di faglie di distensione di direzione NW-SE ed E-W che mettono a contatto l’Horst della Maddalena (Alto strutturale del Plemmirio) con la successione carbonatica miocenica ed il Graben di Floridia (Fossa di Terrauzza – Punta Milocca) con i diversi terreni pliopleistocenici.

 

PROFILO GEOMORFOLOGICO
Graben di Floridia e Horst della Maddalena  determinano una successione di coste a falesia bassa nella zona Tonnara-Punta Milocca ed a falesia alta nella zona del Plemmirio, in cui paleofalesie, grotte di abrasione e solchi di battente a varie quote sono la testimonianza dei vari stazionamenti del livello marino nel Pleistocene-Olocene.Lungo la linea di costa attuale, in relazione alla struttura ed alla stratigrafia dei vari tipi litologici, i processi morfogenetici sono differenziati: nella successione carbonatica, laddove maggiormente fessurata e fratturata, l’erosione da parte delle mareggiate inizia con la formazione di solchi di battente e prosegue con ingrottati, che minano la base della falesia, determinandone il crollo; nella successione calcarenitico-argillosa, il processo erosivo è più rapido, con le pocket beaches ghiaioso-ciottolose della Tonnara, di Terrauzza e Punta Milocca completamente erose, e con le mareggiate che attualmente aggrediscono le argille ed argille sabbiose basali, determinando il crollo dei calcareniti soprastanti.

 

PROFILO SEDIMENTOLOGICO
I fondali dell’area, anche in relazione alle sue caratteristiche morfologiche e litologiche ed all’assenza di corsi d’acqua tributari, sono costituiti prevalentemente da fondi duri  rocciosi; limitate plaghe di sedimenti grossolani, continuamente movimentati dall’azione di onde e correnti, si formano per lo smantellamento delle falesie carbonatiche e calcarenitiche, non considerando le argille e argille sabbiose in quanto si disperdono come nuvola torbida verso il largo.Nell’ambito di questa dinamica, nel 1986 i fondali appaiono duri rocciosi, da GRIMALDI (1987), mentre più recentemente le indagini betimetriche (CORSELLI et alii, 2003) hanno messo in evidenza plaghe di sabbie grosse e medie, da collegare anche con le facies della Prateria di Posidonia Oceanica e del Detritico costiero riportate nella cartografia delle biocenosi bentoniche da GIACCONE el alii (2002).

Fondali

Partendo da nord si possono identificare 4 diverse sub-aree formanti il complesso dei fondi marini dell’area esaminata: da Punta Castelluccio a  Punta del Gigante, da Punta del Gigante a Capo Murro di Porco, da  Capo Murro di Porco al limite orientale della Baia di Terrauzza, dalla baia di Terrauzza  compresa a punta di Milocca.

Punta Castelluccio – Punta del Gigante Il fondo è contraddistinto da due diversi gradini morfologici rispettivamente intorno a –20 m e –40 m. Il primo segue abbastanza regolarmente la linea di costa con scarpate dell’ordine di 10 metri, mentre il secondo è caratterizzato da 3 insenature sottomarine delimitate probabilmente da faglie ad andamento NE-E SO-S evidenziate da pareti subacquee profonde anche una decina di metri.
Punta del Gigante – Capo Murro di Porco In quest’area l’isobata dei 50 metri si allontana dalla linea di costa rispecchiando l’andamento di una piccola penisola rocciosa che interrompe la linearità della costa stessa. Tale isobata rispecchia  nelle sue caratteristiche particolari una morfologia sommersa legata alle precedenti emersioni. Si viene così a delineare un istmo sottomarino collegante una piattaforma esterna delimitata verso N e verso E da importanti scarpate sottomarine le cui  sommità hanno una profonda media di 40 metri e di cui non è stato possibile identificare la base. I lineamenti  strutturali dell’area sembrano anche in questo caso essere in parte responsabili della morfologia.
Capo Murro di Porco – limite orientale della baia di Terrauzza: l’area è delimitata da Capo Murro di Porco e dalla sua prosecuzione sottomarina interrotta a S da una importante scarpata sottomarina con sommità intorno ai 40 metri e base non identificabile; a E la scarpata che delimita l’area è di minore  altezza (dell’ordine di 10 metri) mentre a O l’area è circoscritta da un gradino che si raccorda con quello che si estende fino al limite orientale della baia di Terrazza; anche quest’ultimo gradino mostra pendenze accentuate dell’ordine di 30 metri a partire dalla linea di costa. In corrispondenza del promontorio maggiormente prominente della Costa Bianca del Plemmirio, tornano invece a riconoscersi due terrazzi principali caratterizzati da un andamento batimetrico molto articolato e solcati da numerose piccole incisioni di probabile origine subaerea. Tali morfologie si interrompono in corrispondenza di un importante faglia orientata NW-SE che rappresenta uno dei lineamenti strutturali più importanti della penisola
Baia di Terrauzza – Punta di Milocca il tratto di costa adiacente alla località Terrauzza è  caratterizzato da una baia, che si estende per poche centinaia di metri con un dolce pendio terminante a terra con una spiaggia ciottolosa.Proseguendo verso O la morfologia sottomarina risulta più dolce malgrado la presenza  di una piccola scarpata dell’ordine di qualche metro in corrispondenza dell’isobata –20 m. Una morfologia legata a probabile erosione sub – aerea caratterizza la spiaggia sottomarina fino a circa 35 m di profondità.

 

I sonogrammi effettuati hanno rivelato un complesso di substrati a risposta acustica diversa. In particolare substrati per lo più rocciosi e limitate aree contraddistinte da sedimenti mobili in parte ricoperti o formati da una consistente copertura vegetale.

Punta Castelluccio – Punta del Gigante: partendo dalla costa in corrispondenza dei due gradini morfologici (evidenziato dall’indagine batimetrica) sono presenti  affioramenti rocciosi, mentre nelle due insenature prima descritte sono prevalenti le sabbie grossolane con piccole aree di sedimento più fine nella zona più a N prospiciente il Golfo di Siracusa e verso il largo.

Punta del Gigante – Capo Murro di Porco: i substrati rocciosi  sono quelli dominanti, specialmente in corrispondenza dei gradini morfologici prima descritti, i sedimenti grossolani si trovano anche qui nelle insenature che delimitano l’istmo più sopradescritto.

Capo Murro di Porco – limite orientale della baia di Terrauzza: anche in questo caso le risposte acustiche mettono in evidenza in corrispondenza dei terrazzi sottomarini la presenza di substrato roccioso con coperture di materiale mobile alla base delle scarpate nelle piccole incisioni che caratterizzano la morfologia in questo.

Baia di Terrauzza – Punta di Milocca: Il substrato che caratterizza il fondale fino a circa 34 metri è costituito da un mosaico di roccia e sedimenti grossolani colonizzati da una estesa prateria a Posidonia oceanica. La copertura sedimentaria inizia a prevalere in corrispondenza della baia in località Terrauzza  ed è caratterizzata da sedimenti grossolani subito al limite degli affioramenti rocciosi e da sedimenti più fini verso il largo.

(Français) La géomorphologie

La composition des roches de la péninsule est essentiellement calcaire et présente au niveau géomorphologique une grande variété d’environnements, en grande partie en raison des mouvements tectoniques et des processus d’érosion marine.

La côte descend au sommet de la mer, pour une grande partie de l’étendue de la péninsule.

De petites lignes de plage, des falaises, des grottes d’abrasion, des criques déchiquetées, des arcs sous-marins, des fissures, des recoins, des canyons contribuent à rendre le paysage – à la fois subaérien et, a plus important encore, sous-marin – riche et diversifié, offrant une grande variété d’habitats aux organismes qui peuplent les eaux éloignées.

La grande diversité des habitats qui caractérise la zone en question crée à son tour les conditions d’implantation d’un riche patrimoine biologique, aujourd’hui protégé par la création de l’Aire Marine Protégée.

La « péninsule de madeleine » est le résultat de l’activité tectonique de la région, ce qui a permis d’isoler et de lever un bloc qui a une tendance NW-SE.

Cet élément tectonique est reconnu dans la littérature comme « horst ». Il s’agit d’un petit plateau qui, à partir de l’altitude maximale de 54 m, se dégrade vers la mer à l’est comme à l’ouest maintenant de façon fade à travers des terrasses marines de l’ère Plio-Pleistocenica, maintenant par des escarpements marins du même âge dus à des phénomènes eustatiques ou de paresseux de la mer. C’est précisément à ce dernier que l’on doit le fond marin de zéro à des centaines de mètres dans un court tronçon de mer en face de la côte. L’intense activité tectonique a également produit d’importantes fissures, notamment à proximité du Cap Murro di Porco, où la frange des vagues par effet hydropneumatique entraîne à terre des éclaboussures spectaculaires d’eau semblables aux « geysers ». Les fonds de la zone considérée présentent une conformation en marches qui, dans les versant sud et sud-ouest, se dégradent assez lentement pour atteindre une profondeur d’environ 30 m à une distance considérable de la côte; tandis que dans le versant est, la pente est très marquée et on atteint des profondeurs de 40 à 50 mètres à quelques dizaines de mètres de la côte.

Le versant nord-ouest, en revanche, est caractérisé par des fonds sablonneux qui se dégradent doucement vers le Grand Port de Syracuse.

Ci-dessous les caractéristiques géomorphologiques que présente la bande côtière émergée et submergée de la zone de Capo Murro di Porco:

PROFIL GÉOLOGIQUE

Calcénitis et sables Il s’agit d’une succession caractérisée par des hétéropies fréquentes de facies, c’est-à-dire de passages latéraux-verticaux de niveaux calcaires durs et compacts à des niveaux et des lentilles sablonneuses et à des lentilles et poches conglomératiques. L’âge est référent au Pléistocène moyen-supérieur.

Argiles et argiles sablonneuses Ils s’élèvent le long de la bande côtière, sous-jacents et en décalage avec les calcaires et les sables, de couleur jaunâtre lorsqu’ils sont dégradés et gris-bleu dans les surfaces fraîches. L’âge se rapporte au Pléistocène moyen.

Marnes blanches Il s’agit de marnes et de marnes calcaires blanches, à fracture concoïde, stratifiées ou massives et fissurées. Se référant à la formation des Trubi, ils sont d’âge infrapliocénique.

Cacareniti et marnes calcaires Il s’agit d’une succession carbonatique composée de calcénites friables, blanc jaunâtre, dans des bancs de 2 à 3 m d’épaisseur, passés en haut à des calcécanates tendres laminés, à des marnes calcaires et à des calcaires oolithiques à stratification croisée. Se référant à la formation de Monte Carruba, ils sont d’âge supramiocénique.

Calcénitisé aux algues et briozoi Il s’agit d’une succession de calcaires à briozoi et de biolytes algaux dans des bancs de 4 à 5 m d’épaisseur, friables ou durs et compacts. Se référant à la formation des monts Climiti – Membre des calcaires de Syracuse, d’âge myocénique.

 

PROFIL STRUCTUREL
Les principaux traits sont donnés par des systèmes de failles de détente de direction NW-SE et E-W qui mettent en contact le Horst de la Maddalena (Haut structurel de Plemmirio) avec la succession carbonatique myocénique et le Graben de Floridia (Fossa di Terrauzza – Punta Milocca) avec les différents terrains pliopleistoceniques.

 

PROFIL GÉOMORPHOLOGIQUE
Les grabens de Floridia et les horsts de la Madeleine déterminent une succession de côtes de basse falaise dans la région Denara-Punta Milocca et de haute falaise dans la zone de Plemmirio, où les paléo falaises, les grottes d’abrasion et les sillons battants à différentes altitudes témoignent des différents arrangements du niveau marin dans le Pléistocène-Holocène. Le long de la côte actuelle , par rapport à la structure et à la stratigraphie des différents types lithologiques, les processus morphogénétiques sont différenciés: dans la succession carbonatique, où elle est plus fissurée et fracturée, l’érosion par les ondes de front commence par la formation de sillons battants et se poursuit avec des inrottates, qui sapent la base de la falaise, entraînant leur effondrement; dans la succession calcaire-argileuse, le processus érosif est plus rapide, avec les plages de poche gravier-galets de la Tonnara, de Terrauzza et Punta Milocca complètement érodé, et avec les ondes de crue qui attaquent actuellement les argiles et les argiles sablonneuses basiques, entraînant l’effondrement des calcaires au-dessus.

 

PROFIL SÉDIMENTOLOGIQUE
Les fonds marins de la zone, y compris en ce qui concerne ses caractéristiques morphologiques et lithologiques et l’absence de cours d’eau fiscaux, sont principalement constitués de fonds rocheux durs; Des plaies limitées de sédiments grossiers, continuellement manutentionnées par l’action des vagues et des courants, se forment pour le démantèlement des falaises carbonatites et calcaires, sans autant que les argiles et les argiles de sable se dispersent comme un nuage trouble vers le large. Dans le cadre de cette dynamique, les fonds marins semblent durs en 1986. par GRIMALDI (1987), tandis que plus récemment les relevés de altimétriques (CORSELLI et alii, 2003) ont mis en évidence des plaies de sables épais et moyens, à relier également aux facies de la Prairie de Posidonia Oceanica et du Detritico côtier reprises dans la cartographie des biocénoses benthiques par GIACCONE el alii (2002).

Fonds

En partant du nord, on peut identifier quatre sous-zones différentes formant le complexe des fonds marins de la zone examinée: de Punta Castelluccio à Punta del Gigante, de Punta del Gigante à Capo Murro di Porco, de Capo Murro di Porco à la limite orientale de la Baie de Terrauzza, de la baie de Terrauzza comprise à la pointe de Milocca.

 

Punta Castelluccio – Punta del Gigante Le fond se caractérise par deux marches morphologiques différentes autour de –20 m et –40 m respectivement. Le premier suit assez régulièrement la ligne de côte avec des escarpements de l’ordre de 10 mètres, tandis que le second est caractérisé par 3 criques sous-marines probablement délimitées par des failles ne-E SO-S mises en évidence par des parois sous-marines jusqu’à une dizaine de mètres de profondeur.
Punta del Gigante – Capo Murro di Porco Dans cette zone, l’isobathe de 50 mètres s’éloigne de la ligne de côte, reflétant l’évolution d’une petite péninsule rocheuse qui perturbe la linéarité de la côte. Cet isobathe reflète dans ses caractéristiques particulières une morphologie immergée liée aux émergences antérieures. On en vient ainsi à tracer un isthme sous-marin reliant une plate-forme extérieure délimitée vers N et vers E par d’importants escarpements sous-marins dont les sommets ont une profondeur moyenne de 40 mètres et dont la base n’a pu être identifiée. Les traits structurels de la région semblent également être en partie responsables de la morphologie.
Capo Murro di Porco – limite orientale de la baie de Terrauzza: la zone est délimitée par le Cap Murro di Porco et sa poursuite sous-marine interrompue au sud par un escarpement sous-marin important avec un sommet d’environ 40 mètres et une base non identifiable; l’escarpement délimitant la zone est moins grand (de l’ordre de 10 mètres) tandis qu’à l’ouest la zone est circonscrite par une marche qui s’accorde avec celle qui s’étend jusqu’à la limite orientale de la baie de Terrazza; Cette dernière marche montre également des pentes accentuées de l’ordre de 30 mètres à partir de la ligne de côte. Au promontoire le plus important de la Costa Bianca de Plemmirio, deux terrasses principales caractérisées par une évolution bathymétrique très articulée et sillonnées par de nombreuses petites gravures d’origine subaérienne, reviennent à la reconnaissance. Ces morphologies s’interrompent à une importante faille orientée NW-SE qui représente l’un des traits structurels les plus importants de la péninsule.
Baie de Terrauzza – Punta di Milocca Le tronçon de côte adjacent à la localité terrauzza est caractérisé par une baie, qui s’étend sur quelques centaines de mètres avec une douce pente finale à terre avec une plage de galets. En continuant vers O, la morphologie sous-marine est plus douce malgré la présence d’un petit escarpement de l’ordre de quelques mètres à l’isobathe –20 m. Une morphologie liée à une érosion aérienne probable caractérise la plage sous-marine jusqu’à environ 35 m de profondeur.

 

Les sonogrammes effectués ont révélé un ensemble de substrats à réponse acoustique différente. En particulier les substrats pour la plupart rocheux et les zones limitées caractérisées par des sédiments mobiles partiellement recouverts ou formés d’une couverture végétale importante.

Punta Castelluccio – Punta del Gigante: à partir de la côte à deux marches morphologiques (mise en évidence par l’enquête bathymétrique), il y a des affleurements rocheux, tandis que dans les deux criques décrites ci-dessus, les sables grossiers avec de petites zones de sédiments plus fins sont répandus dans la zone plus au nord surplombant le golfe de Syracuse et vers le large.

Punta del Gigante – Capo Murro di Porco: les substrats rocheux sont les substrats dominants, surtout aux marches morphologiques décrites ci-dessus, les sédiments grossiers se trouvent ici aussi dans les criques qui délimitent l’isthme le plus décrit ci-dessus.

Capo Murro di Porco – limite orientale de la baie de Terrauzza: là encore, les réponses acoustiques mettent en évidence, à la hauteur des terrasses sous-marines, la présence de substrat rocheux avec des couvertures de matériaux mobiles à la base des escarpements dans les petites gravures qui caractérisent la morphologie dans celui-ci.

Baia di Terrauzza – Punta di Milocca : Le substrat qui caractérise le fond marin jusqu’à environ 34 mètres se compose d’une mosaïque de roche et de sédiments grossiers colonisés par une vaste prairie à Posidonia oceanica. La couverture sédimentaire commence à prévaloir à la baie de Terrauzza et se caractérise par des sédiments grossiers immédiatement à la limite des affleurements rocheux et des sédiments plus fins vers le large.

Data ultima modifica: 11/08/2021
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