EXPO 2015 – Il bilancio finale dello spazio “Aree protette” nel Biodiversity Park

EXPO 2015 – Il bilancio finale dello spazio “Aree protette” nel Biodiversity Park

EXPO 2015 – Il bilancio finale dello spazio “Aree protette” nel Biodiversity Park

Risultati oltre ogni aspettativa. Un patrimonio da capitalizzare

  di Giampiero Sammuri (nella foto in copertina)

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I numeri finali di Expo 2015 ci aiutano a capire la portata del successo che ha registrato il Biodiversity Park, il padiglione ideato e realizzato dal Ministero dell’Ambiente, in cui è stata protagonista Federparchi Europarc Italia.

Prima di arrivare a ciò che ci interessa concedetemi, però, qualche “spigolatura universale”.  L’Esposizione ha visto la partecipazione di 144 paesi, 3 organizzazioni internazionali governative (Onu, Ue e Cern) e 13 non governative come Oxfam, WWF e altri. In totale sono stati realizzati 58 padiglioni.Tra infrastrutture interne ed esterne alla Fiera Milano/Rho, è stato necessario il lavoro di 6mila operai su turni a ciclo continuo fino al termine reale dei lavori. Ogni giorno eravamo una media di 4.000 persone al lavoro all’interno degli spazi espositivi.

L’Expo 2015 ha avuto come tema il cibo e l’alimentazione. Lo scopo era non solo quello di presentare le eccellenze e le specialità di ogni Paese, ma anche analizzare le problematiche della fame e trovare soluzioni. Una di queste è stata la Carta di Milano, protocollo internazionale firmato da 50 Paesi e sottoscritto da un milione di persone prima di essere consegnato al Segretario dell’Onu Ban Ki-moon. Oggi, infatti, nel mondo circa 800 milioni di persone soffrono di fame cronica e più di due miliardi di persone sono malnutrite. Eppure ogni anno,1,3 miliardi di tonnellate di cibo viene sprecato mentre le risorse della terra, le foreste e i mari sono sfruttati in modo insostenibile.

Il documento stabilisce che il diritto al cibo debba essere un diritto umano fondamentale, tanto che deve essere considerata “una violazione della dignità umana il mancato accesso a cibo sano, sufficiente e nutriente, acqua pulita e di energia“. A seguire, vengono elencati gli impegni dei singoli cittadini: non sprecare; consumare le quantità di cibo sufficienti; riciclare e rigenerare; tenere conto dell’impatto sull’ambiente. Anche le imprese del settore devono rispettare l’ambiente e favorire forme di lavoro senza alcun sfruttamento e che puntino alla realizzazione delle persone; i governi devono garantire il diritto al cibo, tutelare il suolo, puntare sulla ricerca e combattere gli sprechi con politiche mirate. Che ci sia un protocollo internazionale sul diritto al cibo per tutti è una cosa positiva, che riguarda il presente e il futuro di tutti noi: che i singoli, le aziende e i governi lo rispettino è tutto da vedere.

Lo spazio dedicato ai parchi italiani, all’interno del Biodiversity Park è stato visitato da 221.577 persone, così suddivise:  39.510 studenti e insegnanti, 159.088 italiani e 22.979 stranieri. Sinceramente: pensavo fosse importante esserci, ma quando abbiamo iniziato mi sarei accontentato di un terzo dei visitatori effettivi. Abbiamo persino superato i visitatori di una organizzazione conosciuta e meritoria come Save The children, che era ubicata all’inizio del decumano. Nei sei mesi di gestione dello spazio dedicato alle aree protette all’interno di Expo c’è stato un crescendo di partecipazione e pubblico, culminato con picchi di presenze nella seconda quindicina di ottobre, con le vetrine dedicate ai parchi dell’Arcipelago Toscano e delle Foreste Casentinesi.

Dal giorno dell’apertura si è registrato un costante miglioramento della funzionalità dell’area, che ha determinato un rapido incremento delle presenze. Da evidenziare che al 30 giugno (dopo due mesi di attività) avevamo di poco superato le 40 mila presenze, mentre in ottobre ci sono state settimane in cui abbiamo registrato ben 26-27 mila visitatori. Il record assoluto è stato quello di sabato 10 ottobre con 5.802 presenze. Nelle ultime tre settimane, tuttavia, è stata tenuta una media di quasi 4.000 presenze giornaliere, con un numero costante di stranieri (soprattutto tedeschi e francesi)

Ma la cosa che ci ha fatto più piacere è stato l’apprezzamento dei visitatori che sottolineavano come, a differenza di altri padiglioni, l’interlocuzione con personale professionale, preparato e coinvolgente era un valore aggiunto.

Personalmente, come già ho avuto modo di dire, sono molto soddisfatto per questi mesi di intenso lavoro promozionale, che hanno visto nel padiglione, a più riprese, la presenza dei ministri Martina e Galletti. Ringrazio tutti coloro – gli uffici di Federparchi, le guide, l’Istituto Pangea (formazione e coordinamento delle guide) e il personale di Bologna Fiere compresa la vigilanza e le hostess – che hanno dato il massimo per far funzionare al meglio il Biodiversity Park. Ringrazio il Ministero dell’Ambiente nelle figure del sottosegretario Degani, del direttore generale Giarratano e di tutti i loro collaboratori che hanno creduti in noi e ci hanno sempre aiutato e sostenuto.

  Adesso dovremo capitalizzare questo patrimonio, costituito dall’enorme risultato promozionale per i parchi italiani. Non solo. Ancora più importante è stato il lavorare uniti, con entusiasmo, professionalità e l’orgoglio di presentare al mondo un’eccellenza dell’Italia, la nostra natura.

* Presidente di Federparchi Europarc Italia

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